Parità di genere, le cooperative fanno da apripista

Parità di genere, le cooperative fanno da apripista

Sulla parità di genere le cooperative sono più avanti del resto del sistema produttivo. Lo mostra “Le cooperative guidano il cambiamento: la certificazione della parità di genere in Italia”, il numero 343 di Studi & Ricerche di Fondosviluppo, pubblicato a settembre 2026 su dati Cerved Group, Istat ed Eurostat. Un Paese ancora in ritardo Lo […]

Sulla parità di genere le cooperative sono più avanti del resto del sistema produttivo. Lo mostra “Le cooperative guidano il cambiamento: la certificazione della parità di genere in Italia”, il numero 343 di Studi & Ricerche di Fondosviluppo, pubblicato a settembre 2026 su dati Cerved Group, Istat ed Eurostat.

Un Paese ancora in ritardo

Lo studio parte dal contesto generale. Negli ultimi vent’anni la partecipazione femminile al lavoro è cresciuta, ma l’Italia resta indietro. Nel 2025 il tasso di occupazione delle donne tra 15 e 64 anni è al 53,8%, contro il 66,6% della media europea. Il divario con l’UE è salito da 9,2 a 12,8 punti rispetto al 2005.

Contano molto il titolo di studio e la maternità. Tra le laureate l’occupazione arriva all’80,4%, mentre tra chi ha la licenza media si ferma al 30,7%. Le donne con figli in età prescolare hanno un tasso di occupazione pari a circa tre quarti di quello delle coetanee senza figli.

Le cooperative scelgono la parità

In questo quadro, la certificazione UNI/PdR 125 sui sistemi di gestione per la parità di genere permette alle imprese di rendere concreto e verificabile il proprio impegno. Delle 43.672 cooperative attive analizzate, 4.104 hanno almeno una certificazione. Tra queste, la UNI/PdR 125 è la seconda più diffusa (36,8%), dopo la ISO 9001 sulla qualità e davanti agli standard ambientali e di sicurezza sul lavoro. Nelle società di capitali la stessa certificazione si ferma al 16,5% ed è solo terza.

In totale le cooperative certificate sono 1.510. Insieme sviluppano oltre 44,4 miliardi di euro di ricavi e occupano 417.092 dipendenti. Si tratta soprattutto di realtà solide: il 93% è attivo da almeno dieci anni e più della metà opera nel settore sociale e sanitario (50,5%). Seguono pulizie e multiservizi (16%) e costruzioni e abitazione (8,6%).

La Lombardia in testa

A livello regionale la Lombardia è prima per numero di cooperative certificate, con 194 imprese, il 12,8% del totale nazionale. Seguono l’Emilia-Romagna (192) e la Campania (155). La Lombardia è anche seconda per occupazione: vale il 12,9% dei dipendenti delle cooperative certificate, dietro all’Emilia-Romagna (27,7%). È un dato che conferma la vitalità della cooperazione lombarda anche su questo fronte.

Imprese più solide e più innovative

Lo studio evidenzia un profilo nettamente favorevole per le cooperative certificate:

  • affidabilità: il 96,6% è classificato come “affidabile” da Cerved, contro l’82,7% del totale delle cooperative;
  • innovazione: il 53,6% ha uno score di innovatività alto o massimo, contro il 43,8%;
  • sostenibilità ambientale: l’11,8% utilizza fonti rinnovabili, contro il 3,9% del totale.

I ricercatori precisano che si tratta di un’associazione e non di un rapporto di causa-effetto: la certificazione non rende da sola un’impresa più solida. I dati mostrano però che chi intraprende un percorso strutturato sulla parità di genere tende ad avere un’organizzazione più matura e una cultura della sostenibilità più ampia, sociale e ambientale insieme.

Un’opportunità per le cooperative del territorio

Per le cooperative, la parità di genere è un tema di identità prima ancora che di adempimento. Prevalgono settori ad alta intensità di lavoro, dove la presenza femminile è rilevante e la conciliazione tra vita e lavoro è una questione quotidiana. La certificazione è anche un vantaggio concreto: offre sgravi contributivi e premialità negli appalti pubblici e nei bandi.

Fonte: Fondosviluppo S.p.A., Studi & Ricerche n. 343, «Le cooperative guidano il cambiamento: la certificazione della parità di genere in Italia», settembre 2026. Elaborazione su dati Cerved Group, Istat ed Eurostat.