“Restare umani”, il Calabrone festeggia i suoi anniversari con tre incontri di pensiero e un concerto teatrale

“Restare umani”, il Calabrone festeggia i suoi anniversari con tre incontri di pensiero e un concerto teatrale

Ricordare, trasmettere, proseguire. È questa la cornice scelta dalla cooperativa sociale Il Calabrone per un 2026 segnato da tre ricorrenze importanti. Sono infatti 45 gli anni trascorsi dalla nascita della cooperativa, 30 quelli dalla costituzione dell’Associazione Amici del Calabrone e 10 quelli dal saluto a don Piero Verzeletti, figura centrale nella storia di questa realtà […]

Ricordare, trasmettere, proseguire. È questa la cornice scelta dalla cooperativa sociale Il Calabrone per un 2026 segnato da tre ricorrenze importanti. Sono infatti 45 gli anni trascorsi dalla nascita della cooperativa, 30 quelli dalla costituzione dell’Associazione Amici del Calabrone e 10 quelli dal saluto a don Piero Verzeletti, figura centrale nella storia di questa realtà bresciana impegnata da decenni nelle comunità terapeutiche, nel contrasto al disagio adulto, nelle politiche giovanili e nella prevenzione.

Più che una celebrazione, l’anniversario diventa l’occasione per fare memoria, ritrovare le proprie radici e rimettere al centro quanto ricevuto in questi anni, con lo sguardo rivolto al futuro. Da qui nasce la proposta che soci e amici della cooperativa rivolgono alla città, un ciclo di tre incontri di riflessione con relatori di rilievo nazionale, accompagnati da un concerto teatrale.

Il filo che lega gli appuntamenti è il titolo “Restare umani”. Nell’attuale scenario sociale, culturale e politico, spiegano gli organizzatori, serve rinnovare lo sguardo sulla nostra umanità, per restare umani nella cura, nella giustizia, nella pace, nella vulnerabilità e nella responsabilità, nei luoghi in cui ciascuno vive e lavora. Un’umanità che si impara proprio attraversando l’incertezza e la fragilità, condividendo esperienze capaci di educare alla gioia e alla libertà così come al confronto con la sofferenza e con l’essenziale.

Il primo incontro è in programma sabato 24 ottobre con Mauro Magatti, sociologo ed economista, che proverà a rispondere a una domanda tanto semplice quanto impegnativa, cioè che cosa possiamo fare per salvare il mondo. Un ritorno, il suo, visto che già nel 2020 era stato ospite degli Incontri di pensiero del Calabrone. Sabato 31 ottobre sarà la volta di don Paolo Scquizzato, teologo e fondatore dell’Associazione Scuola Diffusa del Silenzio, con una riflessione dal titolo “Osare la Speranza”. Il ciclo si chiuderà sabato 7 novembre con Vincenza Pellegrino, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Parma, che affronterà il tema del restare umani in tempi di grandi disuguaglianze, andando oltre i confini.

I tre incontri si terranno alle 17.45 all’Auditorium Capretti di via Piamarta 6 a Brescia, raggiungibile a piedi da via Piamarta oppure con parcheggio dall’ingresso di via Avogadro, lungo la salita al Castello da piazzale Arnaldo.

A completare il percorso, venerdì 13 novembre alle 20.45 il Teatro Santa Giulia del Villaggio Prealpino ospiterà “LEA. Lei è Ancora”, concerto teatrale dedicato a Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta, e alla figlia Denise. Lo spettacolo è scritto da Paola Cannizzaro, in scena insieme ad Alice Salogni, con le musiche dal vivo di Federico Lotta, la regia di Paola Cannizzaro e Michela Beltrami e la produzione di Balcan.

Un programma che conferma la vocazione del Calabrone a essere non solo un luogo di servizi e accoglienza, ma anche uno spazio di pensiero aperto alla città, dove la cooperazione sociale si fa occasione di confronto e di crescita per l’intera comunità.

https://ilcalabrone.org/tre-momenti-di-pensiero-per-restare-umani/