Fuoriclasse, 5 milioni dalla Regione per portare cultura ed esperienze educative ai ragazzi più fragili
C’è tempo fino al 10 dicembre per presentare i progetti. Possono partecipare partenariati di almeno tre enti, con la presenza obbligatoria di un ente del Terzo settore Per un ragazzo di dodici anni, salire su un palco, imparare a suonare uno strumento o passare qualche giorno lontano da casa insieme ai coetanei non è un […]
C’è tempo fino al 10 dicembre per presentare i progetti. Possono partecipare partenariati di almeno tre enti, con la presenza obbligatoria di un ente del Terzo settore
Per un ragazzo di dodici anni, salire su un palco, imparare a suonare uno strumento o passare qualche giorno lontano da casa insieme ai coetanei non è un lusso. È parte del modo in cui si cresce, si costruiscono relazioni, si scopre di cosa si è capaci. Eppure per molti minori che vivono in famiglie in difficoltà queste esperienze restano fuori portata. È da qui che nasce Fuoriclasse, la nuova misura con cui Regione Lombardia mette in campo risorse dedicate al contrasto della povertà educativa.
Le domande si possono presentare dal 19 ottobre al 10 dicembre 2026. L’avviso è stato pubblicato con il decreto 13697 e dà attuazione alla DGR 6139 dell’11 maggio 2026, con cui la Regione ha approvato criteri e modalità dei percorsi contro la povertà educativa di minori e giovani, con uno stanziamento complessivo di circa 5 milioni.
L’obiettivo è garantire ai minori di famiglie a basso reddito l’accesso a esperienze di apprendimento non formale e di socialità, per contrastare la povertà educativa e prevenire o superare condizioni di fragilità familiare e sociale. In concreto, i progetti si rivolgono ai minori tra i 9 e i 17 anni e ai giovani tra i 18 e i 21 anni che beneficiano di un provvedimento di prosieguo amministrativo disposto dal Tribunale per i minorenni. Tutti devono avere un ISEE non superiore a 20.000 euro ed essere già presi in carico e individuati dai servizi sociali territoriali. Sono quindi gli Ambiti a segnalare ai partenariati finanziati i ragazzi da coinvolgere, in modo che l’esperienza proposta si innesti in un percorso di accompagnamento più ampio e non resti un episodio isolato.
Le strade possibili sono due, anche combinabili tra loro. La prima è un programma educativo intensivo residenziale, cioè un percorso strutturato con pernottamento, lontano dal domicilio abituale, pensato per rafforzare le competenze educative, sociali e relazionali attraverso attività quotidiane seguite da un’équipe multidisciplinare. La seconda è un programma culturale, con iniziative sul territorio in ambito teatrale, musicale o artistico, oppure con l’accesso all’offerta culturale già presente.
Sul piano economico la misura è particolarmente interessante. Ogni edizione del programma residenziale può costare al massimo 25.000 euro, quella del programma culturale 15.000 euro, mentre il progetto complessivo non può superare gli 80.000 euro. Il contributo regionale copre il 100% dei costi ammissibili. Non è richiesto cofinanziamento, un aspetto che apre la partecipazione anche a realtà più piccole.
Il bando premia il lavoro di rete. I progetti devono essere presentati da partenariati di almeno tre enti, scelti tra enti del Terzo settore iscritti al RUNTS, associazioni e fondazioni, enti delle confessioni religiose con cui lo Stato ha stipulato intese ed enti capofila degli Ambiti territoriali sociali. La presenza di almeno un ente del Terzo settore è obbligatoria. Va prestata attenzione al ruolo del capofila, che deve essere costituito da almeno cinque anni e dimostrare una competenza specifica sul tema. Ogni proposta deve inoltre descrivere come si raccorderà con l’Ambito per l’analisi dei bisogni, il progetto pedagogico alla base delle attività e la pianificazione delle linee scelte, comprese le fasi di preparazione e di follow-up.
È un terreno che le cooperative sociali conoscono bene. Educativa territoriale, centri di aggregazione, laboratori, soggiorni estivi, collaborazione quotidiana con i servizi sociali dei Comuni. Fuoriclasse chiede esattamente questo intreccio tra competenza educativa e radicamento nel territorio, e può diventare l’occasione per consolidare alleanze con associazioni culturali, parrocchie e Ambiti della nostra provincia.
Il contesto spiega perché la misura arrivi ora. Anche in una regione considerata tra le più dotate di opportunità educative, le disuguaglianze interne restano forti, e a livello nazionale nel 2024 il 26,7% dei minori sotto i 16 anni era a rischio di povertà o esclusione sociale secondo l’ISTAT. Proprio in primavera l’Istat ha presentato i risultati della Commissione scientifica interistituzionale nata nel 2023 per misurare la povertà educativa, segno di un’attenzione crescente al tema.
Il decreto e l’allegato 1 sono in allegato. Tutta la documentazione si può trovare al link della pagina dedicata di Bandi e Servizi: https://www.bandi.regione.lombardia.it/servizi/servizio/catalogo/dettaglio/politiche-sociali/giovani/fuori-classe-povert-educativa-RLD12025050784
Per chi vuole approfondire, giovedì 30 ottobre alle 10 Regione Lombardia organizza un incontro tecnico online di presentazione dell’avviso. Tutta la documentazione è disponibile sulla piattaforma regionale Bandi e Servizi: