Confcooperative Agroalimentare e Pesca: un pilastro che cresce nei territori

Confcooperative Agroalimentare e Pesca: un pilastro che cresce nei territori

L’Area Studi di Fondosviluppo, il fondo mutualistico di Confcooperative per la promozione cooperativa, ha pubblicato “Il sistema Confcooperative Fedagripesca: tendenze, punti di forza e criticità” (Studi & Ricerche n. 330, maggio 2026). Un lavoro che unisce dati Confcooperative, Istat, Eurostat e Aida BvD e restituisce l’immagine di un comparto che continua a crescere e a […]

L’Area Studi di Fondosviluppo, il fondo mutualistico di Confcooperative per la promozione cooperativa, ha pubblicato “Il sistema Confcooperative Fedagripesca: tendenze, punti di forza e criticità” (Studi & Ricerche n. 330, maggio 2026). Un lavoro che unisce dati Confcooperative, Istat, Eurostat e Aida BvD e restituisce l’immagine di un comparto che continua a crescere e a consolidare il proprio ruolo strategico nell’agroalimentare e nella pesca italiani. Un quadro che trova conferma anche su scala regionale nel report “La filiera cooperativa agroalimentare in Lombardia” (Studi & Ricerche n. 323, marzo 2026).

Un sistema che pesa, radicato nei territori

Confcooperative Agroalimentare e Pesca – che ha assunto questo nome lo scorso maggio, in sostituzione del precedente Fedagripesca – è la maggiore organizzazione settoriale dell’intera cooperazione agricola e della pesca in Italia. Al 31 dicembre 2025 conta 2.512 enti aderenti attivi, per 407.388 soci, 74.820 occupati e un valore della produzione aggregato di 37,97 miliardi di euro, distribuiti in sette comparti: 943 cooperative agricole e di servizi, 451 nell’ortofrutticolo e florovivaistico, 337 nel lattiero-caseario, 292 nella pesca e acquacoltura, 260 nel vitivinicolo, 147 nello zootecnico e 82 nella forestazione e multifunzionalità.

Sul piano geografico il Nord resta l’area a maggiore vocazione cooperativa, con il 54,8% delle aderenti attive e quote che sfiorano l’86% del fatturato complessivo, oltre l’80% dei costi del personale e l’88% del patrimonio netto

Il dato più incoraggiante, però, arriva dalla dinamica: tra il 2021 e il 2024 fatturato, patrimonio e occupazione sono cresciuti in tutte le ripartizioni geografiche del sistema, segno che il modello cooperativo continua ad allargare la propria base di sviluppo. A trainare la crescita sono soprattutto le cooperative di media e grande dimensione, che generano l’88% del valore economico e l’86% dell’occupazione del sistema; ma il report è netto nel ribadire che il ruolo delle realtà più piccole resta tutt’altro che marginale: sono loro, specie nelle aree interne, a presidiare il territorio. Non a caso, oltre quattro cooperative aderenti su dieci hanno sede in Comuni classificati come “Aree Interne”.

Lombardia e Brescia: i numeri della filiera cooperativa

Secondo il report n. 323, al 31 dicembre 2025 in Lombardia operano almeno 374 cooperative della filiera agroalimentare con bilancio 2024 depositato. Brescia è la prima provincia lombarda per numero di cooperative, con il 21,4% del totale, davanti a Mantova (19%) e Bergamo (12,3%). Sul piano economico Mantova, Cremona e Brescia esprimono insieme quasi l’80% del fatturato aggregato regionale 2024, e la sola provincia bresciana ne genera il 21,7%. Il comparto più rappresentato è quello agricolo e dei servizi (32,1%), seguito dal lattiero-caseario (25,4%), dall’ortofrutta (13,6%) e dalla carne (11%): una specializzazione che rispecchia la storica vocazione zootecnica e lattiero-casearia del nostro territorio.

Tra il 2021 e il 2024 il fatturato delle cooperative agroalimentari lombarde è cresciuto del 17,2% e il capitale investito del 15,6%, mentre l’occupazione, in ripresa dopo il calo del 2022, non è ancora tornata ai livelli di partenza.

Il dato che più interessa il sistema confederale riguarda il peso di Confcooperative: le cooperative aderenti sono il 47,3% del totale regionale, ma concentrano l’85,4% del patrimonio netto, l’84,1% del capitale sociale, l’81,8% del capitale investito e il 79,3% del fatturato dell’intera filiera. Nel lattiero-caseario le aderenti rappresentano il 68,4% delle cooperative, nella carne il 53,7%, e tra le cooperative di grande dimensione tre su quattro fanno riferimento a Confcooperative.

PNRR e sostenibilità: un sistema che sa cogliere le opportunità

Le imprese cooperative di Confcooperative Agroalimentare e Pesca hanno saputo intercettare con efficacia le risorse del PNRR, indirizzandole soprattutto verso la Missione 2 – Transizione ecologica, che da sola assorbe il 68,4% delle risorse complessivamente ottenute dalla Federazione, attraverso misure come il Parco Agrisolare, la logistica agroalimentare e i centri di trasferimento tecnologico. A livello regionale, dopo l’Emilia-Romagna (49,1% dei finanziamenti), è proprio la Lombardia la seconda regione per valore dei finanziamenti PNRR intercettati dalle imprese cooperative Confcooperative Agroalimentare e Pesca con il 13,5% del totale: un segnale della buona capacità progettuale delle imprese del nostro territorio. Anche sul fronte delle competenze i segnali sono incoraggianti: il 56% delle cooperative valuta positivamente la propria preparazione sulla transizione verde e il 47% su quella digitale.

Le sfide aperte: ricambio generazionale e aggregazione

I report non nascondono i nodi su cui il sistema è chiamato a lavorare. L’età media dei soci resta elevata – il 62,3% ha più di 50 anni, mentre gli under 31 sono solo il 5,2% – e quella dei presidenti di CdA è salita da 56 a 59 anni tra il 2019 e il 2025. In Lombardia il quadro è simile: l’87% dei presidenti delle cooperative della filiera ha più di 45 anni e solo il 2,4% ne ha meno di 35. A Brescia gli under 35 alla guida di una cooperativa sono l’1,3%, mentre l’11,8% dei presidenti supera i 75 anni, contro l’8,8% della media regionale. Alla questione generazionale si somma quella di genere: il 93,2% dei presidenti lombardi è uomo. È una delle sfide più decisive per il futuro del sistema cooperativo: senza un ricambio generazionale adeguato, la capacità di innovare rischia di indebolirsi nel tempo. Allo stesso modo, gli autori del report n. 330 indicano nei processi di aggregazione e fusione tra cooperative una leva strategica per aumentare la dimensione operativa e la capacità competitiva, in particolare per le realtà più piccole. Un’indicazione tanto più rilevante in Lombardia, dove il 57,7% delle cooperative della filiera è di micro dimensione e solo il 37,1% delle PMI cooperative rientra nelle prime due fasce di merito creditizio.

Il valore di fare sistema con Confcooperative

È in questo scenario che si misura il valore aggiunto di appartenere a Confcooperative Agroalimentare e Pesca e, sul territorio, a Confcooperative Brescia. Studi come questi non sono un esercizio statistico fine a sé stesso, ma uno strumento concreto messo a disposizione delle cooperative per leggere gli scenari di mercato, orientare le scelte di investimento e cogliere le opportunità del PNRR e degli incentivi pubblici. È attraverso la rappresentanza, l’assistenza tecnica e i servizi della Confederazione che il sistema cooperativo bresciano può continuare a coniugare competitività, radicamento territoriale e attenzione al ricambio generazionale.

In quest’ottica, la formazione assume un ruolo decisivo: investire con continuità nell’aggiornamento delle competenze nelle cooperative, e in particolare di chi le guida, è tanto importante quanto favorire l’ingresso di nuove energie, affinché il sistema sappia rispondere alle sfide attuali, dalla transizione digitale a quella ecologica, fino all’evoluzione dei modelli di governance.

Il quadro che emerge, in sintesi, è quello di un sistema in salute, capace di unire la spinta delle cooperative più strutturate al presidio del territorio garantito dalle realtà più piccole. Un equilibrio che conferma Confcooperative Agroalimentare e Pesca come pilastro strategico dell’agroalimentare italiano e un punto di partenza solido su cui le cooperative del nostro territorio possono continuare a costruire.

Fonti: Fondosviluppo S.p.A. – Area Statistica Economica e Ricerche di Mercato, “Studi & Ricerche n. 330 – Maggio 2026”; “La filiera cooperativa agroalimentare in Lombardia”, Studi & Ricerche n. 323 – Marzo 2026.

Matteo Gatto