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Mostra "Paesaggi tra i solchi" Le copertine dei long playing, da contenitore a opera d’arte. Da lunedì 02 febbraio a venerdì 28 febbraio 2026

Il 1968, ma i prodromi si avvertono dalla ne degli anni ‘50, ha aggregato movimenti di massa
eterogenei e internazionali, con una carica di contestazione sociale contro il potere costituito e la
morale corrente.
La rivendicazione della libertà di espressione e la ricerca di un nuovo stile di vita hanno generato un
atteggiamento nuovo in tutte le discipline artistiche. La voglia di scardinare l’industria culturale
omologata, che aveva reso merce rassicurante musica, letteratura, teatro, cinema e arti visive, ha
portato a una nuova espressione dell’arte che si adatta alla nuova visione.
John Cage in un’intervista disse che “i dischi rovinano il paesaggio”, ma nel caso della “popular
music” e delle avanguardie jazz, che rifiutavano il corporativismo dell’industria musicale, il disco
diventava un progetto interdisciplinare autonomo e completo. La copertina diventa parte integrante del
discorso per fruire dei contenuti: non più solo musicali, ma espressione di una nuova controcultura a
tutto tondo.
Il long-playing non è solo un oggetto per riprodurre musica, ma un progetto multimediale che è
l’insieme di fotografia, poesia, grafica, pittura. Vi partecipano fotografi, pittori, poeti, che spesso hanno
la stessa importanza dei musicisti ed esplorano tutte le inquietudini delle nuove generazioni. Sono
multipli d’arte multimediale che creano una nuova estetica e una nuova fruizione.
L’idea di questa mostra è esporre le copertine di Lp che hanno segnato la storia artistico-visiva della
musica e della contestazione, vedendone la parabola espressiva dai primi anni ’60, fino ad oggi.
Dal ’67 con il disco dei Velvet Underground con copertina di Andy Wharol, alle copertine dei Pink
Floyd dello studio Hipgnosis, che sono tutto meno che rassicuranti, alle dissacranti copertine di Art
Kane per i Beatles. Mentre il Jazz più politicizzato ha usato per le copertine dipinti dell’Action
Painting, Salvador Dalì, Rauschemberg, Pistoletto, Lichtenstein. Insomma, un’incredibile mole di
materiali per una moderna storia sociale e culturale della nostra epoca. Come disse Adorno nel suo
divertente saggio “Long Play”, i dischi sono delle fotografie di chi le possiede: volendo essere
lusinghieri sono delle ideologie.
La mostra sarà aperta al pubblico , da lunedì 02 febbraio 2026 a venerdì 28 febbraio 2026 nei locali
della cooperativa BeNow, in viale Italia 26 a Brescia.
Orario di apertura:
Dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 18.00
Inaugurazione: martedì 03 febbraio 2026 dalle 20.30 con buffet ed evento a tema (musica live,
presentazione del percorso di selezione del materiale, visita guidata della mostra).
Saranno possibili su prenotazione visite guidate della mostra durante tutto il mese di febbraio.

Saranno possibili visite guidate per scolaresche in orario mattutino.
Per info 3471218788 oppure presidenza@benow.show

 

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