Salute mentale, a Brescia apre una casa per l’autonomia. La gestione è affidata alla cooperativa La Rete

Salute mentale, a Brescia apre una casa per l’autonomia. La gestione è affidata alla cooperativa La Rete

Il quartiere Primo Maggio ha da oggi un nuovo luogo dedicato alla cura e all’inclusione. In via Divisione Acqui 99 è stato inaugurato il polo per la salute mentale realizzato dalla Fondazione Bonicelli Reggio Pederzani, amministrata dalla Congrega della Carità Apostolica, con un ruolo centrale della cooperazione sociale bresciana. La gestione degli spazi è stata […]

Il quartiere Primo Maggio ha da oggi un nuovo luogo dedicato alla cura e all’inclusione. In via Divisione Acqui 99 è stato inaugurato il polo per la salute mentale realizzato dalla Fondazione Bonicelli Reggio Pederzani, amministrata dalla Congrega della Carità Apostolica, con un ruolo centrale della cooperazione sociale bresciana. La gestione degli spazi è stata infatti affidata per dodici anni alla cooperativa La Rete, che lavorerà insieme agli Spedali Civili, al Comune di Brescia e alle associazioni dei familiari.

Il percorso è partito da lontano. L’edificio è stato acquistato dalla parrocchia di San Benedetto nel febbraio 2024 e tra acquisto e lavori l’investimento complessivo ha raggiunto 1,5 milioni di euro. Oggi la struttura ospita servizi diversi ma pensati per completarsi a vicenda. Ai primi due piani si trovano due comunità residenziali, al piano rialzato un centro diurno e due monolocali, mentre il seminterrato è destinato alle attività ricreative, affiancato da spazi verdi e parcheggio.

Il progetto nasce da un’esperienza già in corso. Il secondo piano accoglieva già una comunità gestita da La Rete, ed è proprio da lì che è maturata l’idea di dedicare progressivamente tutto l’edificio alla salute mentale. Domenico Bizzarro, direttore della cooperativa, ha spiegato che servivano “spazi nuovi, ampi e belli” per prendersi cura delle persone più fragili. All’ultimo piano trova posto una comunità protetta per dieci persone, mentre il piano terra sarà rivolto soprattutto ai più giovani e a chi vive una fragilità ma fatica ad avvicinarsi ai servizi.

C’è poi un’idea di fondo che attraversa tutto l’intervento, ed è quella di non costruire un luogo separato dalla città. Giardino e seminterrato ospiteranno anche iniziative aperte al quartiere, in continuità con l’oratorio parrocchiale che resta negli spazi adiacenti. Una casa dunque permeabile, in cui la cura passa anche dalle relazioni con chi abita intorno. Per l’assessore ai Servizi sociali Marco Fenaroli il nuovo polo dimostra che al disagio mentale si può rispondere con una vita normale, sostenuta e assistita.

La Fondazione Bonicelli Reggio Pederzani è nata nel 2018 per volontà di Eva Pederzani in ricordo del marito Daniele, con lo scopo di sostenere le famiglie che assistono persone con problemi di salute mentale. Finora ha erogato oltre 611 mila euro, aiutando 352 famiglie e sostenendo 62 progetti in provincia di Brescia. Nel giardino è stata collocata anche una scultura in ferro di Anna Abbate, intitolata «Albero della vita», dedicata al valore della fragilità.

Per la cooperazione bresciana questa inaugurazione conferma una strada tracciata da tempo, quella di un welfare costruito insieme da pubblico, privato sociale, fondazioni e famiglie. La Rete opera in città dal 1991 accanto agli enti pubblici con servizi di cura e di accoglienza abitativa per adulti in situazioni di fragilità, ed è una delle dieci cooperative sociali che compongono la Rete Coontatto, nata all’interno di Confcooperative Brescia per mettere in comune competenze, dialogare con le istituzioni e leggere i cambiamenti sociali nell’ambito della salute mentale. Il polo di via Divisione Acqui mostra cosa può nascere da questo lavoro condiviso, perché restituisce alle persone non solo un servizio, ma una casa e un quartiere.